
Il fumo caldo disegnava una tenda di nuvole che le copriva il viso.
Prese la tazza fra le mani per riscaldare il cuore e lo stomaco.
Piccoli sorsi di caldo veleno nero.
Riuscivo a sentirlo mentre mi bruciava le labbra e la gola.
Tra un sorso e l'altro le scappò un sorriso.
Si era accorta che la stavo osservando?
Lentamente accesi una sigaretta.
Così avevo anch'io la mia tenda di nuvole grigie.
Smalto color caffè, dita affusolate e polsi sottili.
In sottofondo i Morphine con la loro Cure For Pain live a Detroit.
Il suono catramoso del sax baritono regalava ancora più sensualità ai suoi gesti.
Eravamo rimasti solo noi due nel bar.
Avrei voluto che quel caffè non si fosse mai più raffreddato.
Avrei voluto che la mia sigaretta non si fosse mai più esaurita.
Si è alzata, ha pagato anche il mio conto ed è scomparsa.
Non so che viso avesse.
Ma so che la riconoscerò.
(grazie a LadyChina per l'immagine)
con mani sadiche
con dita fradice
riversando fango sugli occhi
follemente
fantasie chimiche
di pagliacci assassini
che inseguono la piccola trapezista
urlante
leve e manovelle
su tubi sbuffanti vapore
vestiti appiccicati alla carne
rovente
svegliami, svegliami, grande Morfeo
svegliami e lasciami un pugno di sabbia
svegliami, svegliami, grande Morfeo
svegliami e scagliami in questo mondo di rabbia
On air: Beautifully Depressed - Down

frammenti
di chiaroscuro
e vorresti urlare..
urlare la tua ammirazione
per tutte quelle piccole gocce di bellezza
lei ti vede
mentre tu riesci a scorgere solo piccoli
frammenti
e ti rendi conto che ti sta salvando
perchè sarebbe un'emozione troppo intensa
la sua immagine intera
ti ucciderebbe all'istante
lo so.. è proprio in questi momenti
che vorresti lo facesse
è proprio in questo momento
che vorresti scoprisse il viso
che vorresti scoprisse il suo sguardo
che vorresti ti sfiorasse il viso con una carezza
che vorresti che tutto finisse così
che vorresti fosse l'ultima immagine
che vorresti fosse l'ultima carezza
che vorresti fosse la fine
che vorresti non finisse mai più..
P.S.: Un grazie ed un abbraccio a Cauta per l'immagine e l'ispirazione.
ho letto un libro che sta cambiando il mio punto di vista su molte cose..
anzi, diciamo su tutto.
"molto forte, incredibilmente vicino" di Jonathan Safran Foer
ho un nuovo progetto musicale che mi sta sommergendo d'ispirazione.
ho gli amici. pochi ma buoni.
sono sereno, ora..
ma non me la sento di ritinteggiare questa stanza, vuoi perchè in qualche modo sono affezionato a queste tinte, vuoi perchè il nero mi piace e mettiamoci anche un po' di sana scaramanzia.
On Air: Bete Noir - The Gutter Twins
Old Shoes (And Pictue Postcards) - Tom Waits
Canto questa canzone perché è tempo di cantarla
L'ho lasciata da parte per un po'
Ma farlo ancora è difficile
Per la semplice ragione
Che piango quando ti vedo sorridere
Così arrivederci, addio, la strada mi chiama, cara
Le tue lacrime non possono trattenermi
Addio alla ragazza dagli occhi di sole
II tempo di un bacio e me ne sarò andato
Ogni volta che provavo a parlarti
Di quella magia dei primi giorni volata via
Mi veniva da piangere
Se ti guardavo negli occhi
E mi ritrovavo a cercare quella scintilla
Così arrivederci, addio, la strada mi chiama, cara
Le tue lacrime non possono trattenermi
Addio alla ragazza dagli occhi di sole
II tempo di un bacio e me ne sarò andato
Perché lo sai che c'è qualcosa che mi chiama, cara
E prima di domani me ne sarò andato
Sono più vecchio di tè e tu sai bene
Che l'amore fra noi è durato una canzone
Così arrivederci, addio, la strada mi chiama, cara
Le tue lacrime non possono trattenermi
Addio alla ragazza dagli occhi di sole
un grazie a chi continua ad affacciarsi in questo luogo.
un grazie a chi continua a dirmi di tornare.
un grazie a chi non è più passato di qui.
un grazie a chi mi ha fatto stare male.
un grazie a chi mi ha fatto stare bene.
un grazie a chi mi regala parole d'affetto.
un grazie a chi c'è stato.
un grazie a me stesso.
in questo periodo mi sento tranquillo.
ho voglia di non pensare alle cose tristi..
non ho più voglia di sentirmi "le scarpe pesanti"..
non ora.
non so se è un ritorno vero e proprio.
è un riaffacciarsi.
stand by
sono in stand by
stand by emozionale
stand by irrazionale
cerco di annullare i pensieri
cerco di annullare i silenzi
riempiendomi di silenzio
non dirò nulla
non so nulla
sopravvivo
io ti aspetterò
ti aspetterò il tempo necessario
che sia un mese, un anno, un secolo
ti aspetterò
perchè tu sei la mia parte mancante
perchè tu sei tutto ciò che mi completa
tutto ciò di cui ho bisogno
perchè tu sei la mia vita
a presto mio piccolo disastro
down again
down again...
quando quella mano che fino a ieri ti toccava
con desiderio, amore, lussuria..
oggi ti strappa il cuore dal petto
e lo tiene li
palpitante, sanguinante
e non ti resta che sopravvivere
nell'attesa che quella mano
decida cosa fare del tuo cuore
la voglia che esplode
l'attesa che distrugge..
e nel contempo tiene in vita
tre ore che uccido, ogni volta
con crescente soddisfazione
da perfetto killer, silenzioso e letale
ogni volta entro in un mondo
che sento sempre più mio
ogni volta mi allontano
da dove ho vissuto finora
ogni volta è come rinascere
e morire ad ogni ritorno
ogni volta che ti vedo
tremo, smanio, esplodo..
amo

ho preso il pacchetto dalla tasca
ho tirato fuori due sigarette
dopo pochi istanti ho realizzato
non c'era più lei, accanto a me
ho rimesso nel pacchetto la sigaretta che doveva essere sua
e ho capito
che ogni gesto, ogni frase, ogni cosa che faccio
è per lei
solo per lei
mi sei entrata dentro
e non ne uscirai più
ti amo lentiggini
ogni volta è sempre più difficile
ogni volta è un pezzo del mio cuore che viene via con te
ogni volta sono lacrime sull'orlo delle palpebre
ogni volta sono ore che sembrano minuti
e dopo.. minuti che sembrano ore
ogni volta è un pezzo di me che se ne va da qui
per rimanerti accanto
ogni istante
a ricordare quanta bellezza riusciamo a creare
quanto amore provo per te
infinito
indefinibile
oltre...
a presto piccola
Black is the colour
of my true love's hair.
Her lips are like a rose so fair.
She's got the sweetest face
and the gentlest hands.
I love the ground where on she stands.
I love my love and well she knows.
I love the ground where on she goes.
And how I wish the day would come
when she and I can be as one.
[Cara Dillon]
17.11.07
ho guardato quegli occhi
ho baciato quelle labbra
ho ascoltato quella voce
ho toccato quella pelle
17.11.07
dentro quel maglione
dietro quello sguardo
tra quelle mani
ho trovato tutto
17.11.07
TI AMO
ti cerco nelle parole,
ti cerco nei sogni,
ti cerco nelle canzoni,
ti cerco nei pensieri,
ti cerco nelle vetrine dei negozi,
ti cerco nei giorni che mi separano da te,
ti cerco sotto le coperte... la notte,
ti cerco nei colori,
ti cerco negli odori e nei sapori,
ti cerco sulle mie labbra,
ti cerco sul mio sesso,
ti cerco nello stomaco,
ti cerco in fondo al petto,
ti cerco
e tu ci sei
sempre
...nel tutto
Volevo quella camicia marrone di velluto, a costine. La volevo assolutamente. Continuavo a fissare l’immagine di Eddie Vedder con il microfono in mano, mentre cantava “Aaaah Uoooh I’m Still Aliveee”.
Era l’autunno del 1994, reduci dall’uscita del loro secondo album, i Pearl Jam furono la mia “nave scuola” musicale e, da buon adolescente, cercavo in tutto e per tutto di imitare il loro look.. anzi, il look di Eddie. E quella camicia mi faceva impazzire.
Avevo già a disposizione due paia di jeans sgualciti e strappati, i fidati Doc.Martens ai piedi e un paio di camicione di flanella a quadrettoni.. ma mancava quella cazzo di camicia di velluto.
Iniziai a cercarla ovunque, mercato, grandi magazzini, negozi economici, negozi meno economici.. nulla.
Com’era possibile, dicevo. Non potevo credere che in tutta Imperia fossi l’unico a volere una camicia di velluto a costine.. marrone.
Ero l’unico a quanto pare.
La trovai in provincia di Arezzo, in un magazzino all’ingrosso. Avevo colto l’occasione di scendere in Toscana con mio zio, che doveva rifornire il suo negozio di abbigliamento e merceria varia, e girando nel reparto uomo la trovai!
Non era proprio il marrone giusto ed era meno spessa di quella di Eddie, ma la presi ugualmente. Non potevo lasciarmi scappare un’occasione del genere. Quando mai avrei trovato un’altra camicia così?

non so se vi ricordate, da piccoli, alle feste di compleanno degli amichetti. non so se vi è mai capitato di desiderare la fetta di torta che era in un'altro piatto e non nel vostro. perche magari aveva l'animaletto di zucchero fatto meglio, oppure perchè aveva più cioccolato.. o la meringa più grossa. a me capitava. e a nulla serviva propormi un'altra fetta di torta, perchè era quella di quel piatto l'unica che volevo mangiare. era lei "LA FETTA DI TORTA". perchè anche se composta dagli stessi ingredienti, anche se a tutti gli effetti poteva sembrare una normalissima fetta di torta, per me era quella la porzione più dolce, buona e perfetta per i miei gusti.
ora sta riaccadendo. a distanza di tempo. sono cresciuto [forse] ma sta succedendo dinuovo. ed è la fetta di torta che vorrei per sempre.
sabato 13 ottobre 2007
un giorno che non scorderò
ho conosciuto Dave McKean
mi ha autografato il volume di Arkham Asylum..
aggiungendoci un meraviglioso schizzo di Batman
sono rimasto incantato davanti ad alcune delle sue opere in esposizione
ho avuto la fortuna di assistere alla proiezione di Mirrormask
che serata..



L'autostrada
Lei: dove mi porti?
Lui: dove vorrai
Lei: no decidi tu
Lui: andiamo.. verso sud, senza meta, poi si vedrà
Lei: si, ma baciami.
Lui: aspetta, ci fermiamo alla prima piazzola di sosta
Lei: mh..
Lui: e ti bacio se tu mi mordicchi l'orecchio
Lei: ..ma ci sarà posto per noi? dove andremo..
Lui: è talmente grande il mondo che ci sarà almeno un angolino per noi no?
Lei: si, hai ragione [sorriso]
Lui: non sorridermi così.. sennò non resisto fino alla piazzola.
le mani.
la mia ossessione.
quasi patologica.
io adoro le gentili mani femminili.
se vedo delle belle mani m'incanto ed inizio ad immaginare.
ad immaginare di possederle.
la cosa strana è che non immagino quelle mani
che mi toccano,
che mi graffiano,
che mi masturbano,
no.
immagino di possederle con gli occhi.
salvo nelle memoria ogni movimento.
ogni gesto.
ogni parola che ne fuoriesce.
perchè le mani parlano più della bocca.
le mani non mentono.
la mia ossessione.
le mani.
