Utente: darkfables
Nome: Luca
the ramblin' man

han camminato con me in

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Aяchivio

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19/10/2005

In centro città, dove si intersecano tutte le strade… aspettandoti.

Nelle profondità dell’oceano, dove sono affondate tutte le speranze… cercandoti.

Mi muovevo nel silenzio immobile… aspettandoti.

Nell’angolo di una stanza con una finestra… ho trovato la verità.

[Ian Curtis-1979]

.

 

blaterato da darkfables alle 19:30 commenti (15)
18/10/2005

Correvo, correvo e correvo,

il braccio teso in avanti…

nell’intento di afferrare qualcosa.

Qualcosa di inconsistente.

Invisibile.

Ogni tanto inciampavo in qualche zolla di terra,

rialzandomi immediatamente…

dolorante…

per continuare la mia folle corsa.

Non osavo voltare lo sguardo.

“Mai guardare al passato”

Alcuni dicono…

Io non l’ho fatto… per paura.

Paura di girarmi e…

Vedere qualcosa di mostruoso,

enorme,

affamato delle mie carni,

assetato del mio sangue,

accecato dal desiderio di me…

Mentre continuavo la mia folle corsa,

iniziai a ridere istericamente.

Probabilmente per cercare di coprire quel suono…

Che stava iniziando a riempire il silenzio.

Un suono metallico…

Continuo…

Fastidiosamente acuto.

Stavo iniziando ad impazzire…

Ero fermamente intenzionato a non fermare mai più la mia corsa,

quando innanzi a me apparve un uomo.

Era alto, magro, con un elegante vestito scuro.

Con una tuba in testa,

una maschera sorridente sul volto

Ed una triste nell’altra mano.

Mi fermai all’istante.

Con un gesto meccanico cambiò la maschera…

Senza scoprire nessun dettaglio del suo viso.

Ora una triste ombra stava dirigendosi verso di me.

Sempre più vicino…

Rimasi immobile.

Paralizzato…

Mentre il mondo si faceva buio…

.

blaterato da darkfables alle 20:49 commenti (8)
16/10/2005

Tre mesi di puro incanto, poesia, gioia… vita.

Più felice di quanto avrei mai creduto di poter essere, mi sono dissolto ancora una volta nell’oblio infinito, trasparente, da cui il demone della vita mi aveva chiamato per una breve e sconsolata ora.

Attimi intensi spezzati da rari momenti di profonda tristezza…

E alla fine i notabili approvarono la famosa legge di cui raccontano i mercanti di Hatheg e su cu discutono i viaggiatori a Nir: che a Ulthar nessuno può uccidere un gatto.

Fino al momento dell’addio… definitivo? Forse… solo il tempo può dirlo.

Quella sera, un po’ di gioventù e bellezza sparirono per sempre dal vecchio mondo.

Ora posso sentire solo la sua voce… e poche fotografie a ricordarmi ogni singolo particolare del suo viso, dei suoi occhi, dei suoi capelli…

Da allora in poi l’oceano non mi racconta più i suoi segreti; e sebbene, da allora, la luna piena abbia brillato molte volte nel cielo, la Nave Bianca del sud non ha fatto ritorno.

Alcuni giorni sto male… troppo.

La fine è vicina. Sento un rumore alla porta, come se un immenso corpo viscido vi premesse contro. Non mi troverà. Dio, quella mano! La finestra! La finestra!

…passerà.

 

blaterato da darkfables alle 17:51 commenti (8)
15/10/2005

t°rn@t°??  .... chi .....pu°'.... dirl°??? p°ssibile.... m@ @nche n°...

blaterato da darkfables alle 21:23 commenti (8)